domenica, 08 aprile 2012
BUONA PASQUA
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mercoledì, 14 marzo 2012
AFFRONTARE LA REALTÀ (IV)
L’appuntamento con le “pillole di saggezza” formulate con i Peanuts da Abram J. Twerski in Su con la vita Charlie Brown!
RENDI LE TUE ASPETTATIVE REALIZZABILI!
Alcuni individui sanno sopportare le disgrazie della vita. Altri invece lamentano che la loro esistenza è stata un’unica, gigantesca disgrazia.
Per non pochi fra gli appartenenti a questo secondo gruppo, l’analisi mostrerà che hanno condotto una vita normale. Non hanno avuto più delusioni della media degli esseri umani, e hanno ricevuto la loro giusta razione di soddisfazioni dall’esistenza.
Il problema è che si sono costruiti un’immagine fantastica di come dovrebbe essere una vita, e quando la realtà si mostra inferiore alle loro fantasie, scatta la delusione. È molto raro che siano soddisfatti di qualcosa: casa, lavoro, matrimonio, vacanze, automobile, bambini. Non vi è nulla di adeguato alle loro irrealistiche aspettative.
A meno che tu non sia uno dei pochi sfortunati che hanno vissuto un’esistenza costellata di disastri, probabilmente dalla vita hai avuto anche cose buone. Il tuo bilancio fra bene e male è quasi sicuramente simile a quello di molte altre persone.
Se hai l’impressione di non essere mai stato felice, c’è un buon margine di probabilità che l’assenza di felicità di cui ti lamenti non sia reale; il problema è che per qualche ragione non riesci ad apprezzare le dose che soddisfano le altre persone.
Non trascorrere l’esistenza nella tristezza perche le tue fantasie non si sono realizzate, cerca aiuto e rivedi i criteri delle tue aspettative.
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lunedì, 12 marzo 2012
L’AUTOSTIMA (II)
L’appuntamento con le “pillole di saggezza” formulate con i Peanuts da Abram J. Twerski in Su con la vita Charlie Brown!
Il problema dell’autostima
“La tecnica della caricatura ci permette anche di ridere di Lucy, perche Lucy è l’altra parte di noi, la parte che sa tutto, e che non può sbagliare. Lucy ha sempre una valida scusa per ciò che le va storto. Come Charlie Brown considera se stesso un totale fallimento, così Lucy si ritiene sempre perfetta. Lucy è tanto scarsa nel prendere la palla quanto Charlie Brown nel colpirla, ma è sempre in grado di trovare una scusa per il suo insuccesso, mentre contemporaneamente riempie d’insulti il povero compagno. Charlie Brown pensa ogni male di se sesso, mentre Lucy pensa troppo bene di sé. Se esaminiamo questi tratti psicologici e comprendiamo il meccanismo che li mette in funzione, possiamo evitare di cadere nella trappola” … quindi “In contrasto con il personaggio di scarsa autostima rappresentato da Charlie Brown, Schulz ha creato Lucy, una personalità ugualmente riconoscibile Lucy fa parte di quelle persone che si considerano più giuste e virtuose degli altri, e credono di essere la suprema autorità su qualsiasi argomento.
Non appaiono minimamente turbate dai loro sbagli e possiedono la sublime capacità di considerare anche i propri errori come azioni virtuose. La verità è che anche coloro che si comportano come se incarnassero un dono divino all’umanità possiedono in realtà una scarsa autostima, per cui si difendono proprio agendo come esseri superioni. Ciò non vuol dire che si rendano conto di essere inferiori agli altri e semplicemente indossino una maschera di superiorità. Credono veramente alla propria eccellenza, non recitano affatto. Ed è anche possibile che siano davvero ottime persone, anche se non tanto quanto pensano. Comunque, la loro convinzione d’essere superori è una reazione al soggiacente e generalmente inconscio senso di inferiorità. Il loro bisogno costante di criticare e sminuire gli altri è una tecnica per alimentare la propria autostima.
Tutto ciò può suonare strano, ma vediamola in questo modo.
Le persone che si sentono davvero sicure e sono felici con se stesse non hanno bisogno di dare ordini a destra e a manca a chi sta loro intorno, né di criticare sempre. Le persone sicure di sé accettano le osservazioni altrui e sanno discutere i problemi. Invece, quando colui che agisce da superiore per mascherare il soggiacente senso di inferiorità diviene oggetto di critica, non è capace di farvi fronte. È costretto a sbottare con rabbia; preferisce attaccare il suo nemico sul piano personale piuttosto che controbattere alle critiche.
Capita che anche individui sicuri di sé siano presi alla sprovvista, e che il sentimento di sicurezza, con tutte le sue paure di contorno, faccia improvvisamente capolino. In tali frangenti, costoro assomigliano molto a Charlie Brown, talmente sicuro di non essere degno d’amore da non saper accettare l’affetto neppure se accompagnato dalla tenerezza. Così come Charlie Brown è incapace di accettare giudizi positivi su se stesso, anche il tipo Lucy può non credere ai complimenti a lui diretti, nonostante i suoi frequenti atteggiamenti di auto adorazione.
Dei due modelli di personalità dotati di scarsa autostima appena descritti, il tipo Charlie Brown è di solito più simpatico del tipo Lucy. Certo, ottenere affetto tramite la compassione non è il massimo, ma è comunque meglio di ciò che il tipo Lucy guadagna con la sua decisa autorevolezza.
I buoni amici ci aiutano a superare il senso di sfiducia in noi stessi esaltando le nostre capacità. Il problema è imparare a riconoscere la differenza tra l’apprezzamento sincero di un amico e le osservazioni casuali di un semplice conoscente. Le relazioni sociali non sono sempre una solida base di appoggio. La buona educazione ha un gran valore nella nostra cultura, e siamo convinti che bisogna dire agli altri ciò che vogliono sentirsi dire, non importa che sia la verità oppure no. Dunque, quando qualcuno ti fa un complimento, chiediti: è sincero o si tratta semplicemente di cortesia?”
Ed io aggiungerei: di manipolazione?
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venerdì, 09 marzo 2012
L’AUTOSTIMA
L’appuntamento con le “pillole di saggezza” formulate con i Peanuts da Abram J. Twerski in Su con la vita Charlie Brown!
Il problema dell’autostima
“Quando ero all’inizio della mia pratica di analista, giunsi alla conclusione che molti problemi emotivi, tralasciando quelli determinati da valori chimici fuori norma, sono legati agli ingiustificati sentimenti di scarsa autostima che la gente ha nei confronti di se stessa”.
Ed io condivido pienamente
“Come ho già detto, un corretto atteggiamento di fronte alla realtà richiede una limpida percezione della realtà medesima. Se una persona vede il mondo in maniera distorta, il suo atteggiamento non potrà che essere sbagliato. E se stima se stessa meno di quanto sarebbe giusto, il suo atteggiamento sarà allo stesso modo sbagliato, perché in fin dei conti ognuno è parte integrante del suo mondo.
Chi ha meno dubbi riguardo al proprio io incontra minori difficoltà; quando trova una nicchia adatta a se, vi si accomoda con piena soddisfazione. Quando invece svalutiamo noi stessi, quando non siamo consapevoli delle nostre forze e delle nostre risorse, finiamo per fraintendere il reale. E simile equivoco può provocare molti disturbi alla nostra personalità.
La disistima personale è un atteggiamento talmente diffuso che, in un modo o nell’altro, tutti possiamo condividerlo. Ciò spiega perche tutti simpatizziamo con Charlie Brown, caricatura di colui che considera se stesso un perdente.
Ma Charlie Brown e davvero un perdente?
Se un personaggio di una striscia fosse psichicamente o mentalmente handicappato, e non fosse dunque in grado di comportarsi in maniera normale, ci piacerebbe? Lo troveremmo divertente? Rideremmo delle sue goffaggini?
No, Charlie Brown non è una persona assolutamente incapace. Charlie Brown possiede una personalità normale. Vede se stesso come un incapace, e per questo non gli riesce nulla; di conseguenza, anche gli altri lo vedono come un incapace. Charlie Brown raffigura il circolo vizioso di una persona che si percepisce negativamente, e per questa via diviene simile all’immagine che si è fatta di sé.
Charlie Brown ci diverte perché in un modo o nell’altro è uguale a noi. Ridiamo di lui perché ci ricorda noi stessi, ma, grazie alla caricatura, l’esasperazione dei suoi atteggiamenti li allontana sufficientemente da noi e ci permette di contemplarli a distanza, senza avvertirli come una minaccia per la nostra sensibilità.
La gente che ha una scarsa autostima verosimilmente interpreta in maniera errata molti eventi, alla luce della propria convinzione di essere incapace, inadatta e antipatica.
Supponiamo di entrare in una stanza esattamente nel momento in cui un altro ne sta uscendo. Il nostro ingresso e l’uscita dell’altro sono eventi assolutamente irrelati. Ma una persona dotata di poca autostima penserà: “Se ne sta andando perché ha visto che entravo io. È come tutti gli altri: io non gli piaccio”.
Quando capita qualche inconveniente, la cosa è spiacevole, ma tutto finisce li. Solo se sei incline a pensare male di te stesso finirai per credere che ogni cosa è segno della tua inadeguatezza.
Se pensi di essere incapace, non solo ti sentirai inadeguato a confrontarti con il mondo, ma finirai addirittura per non essere in grado di convivere con te stesso.
Mentre la maggior parte ricorda sia i propri successi sia i propri fallimenti, coloro che si percepiscono negativamente si preoccupano solo dei secondi, di quelli passati come di quelli che verranno. Le persone con scarsa autostima tendono a dimenticare completamente le cose che hanno avuto esito positivo. L’unico traguardo che pensano di poter raggiungere è una specie di fallimento di grado minore.
Alcuni cercano di sfuggire alla depressione causata dalla scarsa autostima operando drastici cambiamenti nella propria vita. Cambiano lavoro, si sposano, divorziano, cambiano città. In ogni caso, a meno che non riescano a superare l’immagine negativa che hanno di sé, è probabile che dopo il cambiamento restino depressi tanto quanta prima.
Quando capita qualcosa che ti fa stare male con te stesso, fermati e chiediti: ciò che sta accadendo è davvero conseguenza della mia azione? Se solo riuscissi a guardarti intorno con un po’ più di obiettività, ti renderesti conto che molti avvenimenti non dipendono assolutamente dalla tua persona. Sei stato tu a permettere che i tuoi sentimenti negativi colorassero di nero gli eventi. Leva i tuoi occhiali scuri, e lasciati investire dalla luce del mondo!”
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martedì, 06 marzo 2012
AFFRONTARE LA REALTA' (III)
L’appuntamento con le “pillole di saggezza” formulate con i Peanuts da Abram J. Twerski in Su con la vita Charlie Brown!
ADATTATI AL PRESENTE
Perché alcune persone vivono nel passato? Perché altre sognano a occhi aperti il loro futuro?
Questo comportamento ha una radice comune. In entrambi i casi si evita il confronto diretto con il presente.
Il futuro è molto semplice da accettare. Puoi tranquillamente fantasticare in modo da soddisfare le tue aspettative senza che la realtà ci si metta di mezzo. Potresti vincere i miliardi messi in palio dalla lotteria. In fin dei conti, qualcuno dovrà pur vincerli. Deliziose bellezze principesche potrebbero innamorarsi pazzamente di te. Nel mondo succedono le cose più strane.
Vivere nel passato è un po’ più complesso, visto che ci obbliga a riscrivere il corso di vicende realmente accadute. Ma perfino gli storici hanno riscritto la storia, e, se necessario anche tu sei in grado di vedere il tuo passato in maniera del tutto distorta.
Solo il presente si rifiuta ostinato di arrendersi. Marcie è innamorata di Charlie Brown, e tenta continuamente di farglielo sapere.
Ma nonostante le sue buone qualità, Marcie non regge il confronto con la ragazzina dai capelli rossi, il grande e irraggiungibile amore che vive nella fantasia di Charlie Brown. Marcie è la yerità del presente, la realtà di Charlie Brown.
Alcune persone fanno fatica ad accettare il presente, che appare loro davvero troppo impreciso e insoddisfacente. Così non fanno nulla, nell’attesa del brillante futuro che si sono costruiti con la fantasia.
Non c’è nulla di male nell’avere grandi pretese, ma c’è solo una vita da vivere. Se non accetti quel che la vita ti offre, non ti resta che appoggiarti alla fantasia: a lungo andare, essa è saporita e nutriente esattamente quanto il buco delle ciambelle.
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lunedì, 05 marzo 2012
AFFRONTARE LA REALTA' (II)
L’appuntamento con le “pillole di saggezza” formulate con i Peanuts da Abram J. Twerski in Su con la vita Charlie Brown!
SMETTILA DI COMMISERARTI
Quasi tutti noi ricordiamo come da piccoli fossimo inclini all’auto commiserazione. Una fronte ammaccata o un ginocchio sbucciato erano in grado di procurarci cura e amorevole attenzione da parte di un genitore affettuoso. Ci sentivamo feriti, e qualcuno badava al nostro benessere.
tale informazione è depositata da anni nel personal computer che si trova dentro la nostra scatola cranica. E il modo di lavorare del nostro cervello può portare a una stretta connessione tra autocommiserazione e soddisfazione di essere accuditi, un meccanismo da cui ancora traiamo godimento.
Alcuni arrivano a farsi del male da soli pur di avere la possibilità di piangersi addosso.
Indulgere nell’autocommiserazione è un comportamento infantile. È comprensibile nei bambini, ma gli adulti dovrebbero cercare di modificare ciò che è andato male invece di crogiolarsi nella tristezza e nella mesta contemplazione della propria infelicità.
Naturalmente, l’attitudine a mettere in atto comportamenti correttivi dipende dalla fiducia soggettiva nella capacità di poter agire con efficacia per districarsi dalle difficoltà. Se non hai fiducia in te stesso, finirai per scegliere di restare a lamentarti dove sei. Se un amico o un parente riesce a confortarti, sei fortunato. Ma non puoi contarci. Perciò… è meglio che tu sin in grado di farlo da solo.
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venerdì, 02 marzo 2012
AFFRONTARE LA REALTÀ
L’appuntamento con le “pillole di saggezza” formulate con i Peanuts da Abram J. Twerski in Su con la vita Charlie Brown!
COS’È LA REALTÀ?
Ti è mai capitato di notare che i bambini, per nascondersi, si coprono gli occhi con le mani? Pensano che se loro non possono vedere te, tu non puoi vedere loro. Come altre forme di pensiero infantile, simile idea persiste talvolta anche nella vita adulta. Alcune persone credono che dimenticare qualcosa significhi farlo cessare di esistere.
Non concederti un falso senso di benessere dimenticando la realtà. Se accetti il mondo reale per quello che è, puoi o cambiario o adeguarti ad esso. Ma non puoi fare né l’una né l’altra cosa se non sei consapevole della realtà.
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martedì, 28 febbraio 2012
VALUTARE SE STESSI (III)
L’appuntamento con le “pillole di saggezza” formulate con i Peanuts da Abram J. Twerski in Su con la vita Charlie Brown!
NON AVER PAURA DI TENTARE
Qualsiasi cosa tu faccia, i risultati possibili della tua azione sono due: o hai successo, o fallisci.
Anche se l’insuccesso non e mai piacevole, nondimeno alcune sconfitte risultano tollerabili, e ciò ci spinge ad accettare il rischio del fallimento.
Talvolta ci assumiamo l’onere del rischio perfino quando siamo virtualmente certi di fallire, purché vi sia almeno una pallida speranza di riuscita. Spesso abbiamo paura di tentare perche pensiamo di non avere la benché minima possibilità di successo. Oppure, se anche ci fosse un piccolo spiraglio positivo, l’idea di un fallimento risulta talmente devastante che non accettiamo di correre il rischio. Quando le due sensazioni sono presenti insieme, agire è di fatto impossibile. Non agire, tuttavia, comporta conseguenze che vanno al di là della semplice rinuncia alla speranza di successo: può risultare deprimente, e proprio per questo può divenire causa di depressione e di altri disturbi fisici.
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lunedì, 27 febbraio 2012
VALUTARE SE STESSI (II)
L’appuntamento con le “pillole di saggezza” formulate con i Peanuts da Abram J. Twerski in Su con la vita Charlie Brown!
SEI MEGLIO DI QUEL CHE PENSI
Molta gente non è capace di valutare se stessa in maniera corretta. Alcuni possiedono un concetto sovradimensionato del proprio io. Pensano di essere una benedizione divina per il mondo intero, e sono convinti che l’umanità debba riconoscere e apprezzare questa loro qualità. Altri, al contrario, hanno un concetto molto riduttivo di se stessi, non sono consapevoli dei loro talenti e delle loro capacità.
Far funzionare bene il proprio rapporto con la realtà richiede una corretta percezione della medesima: naturalmente, le delusioni che ci riguardano in prima persona, siano esse clamorose o microscopiche, possono costituire un notevole ostacolo nel raggiungimento di tale obiettivo. Sorprendentemente, le persone che credono di essere più intelligenti di quanto non siano possono talvolta (ma non è una regola assoluta) essere ricondotte nella giusta prospettiva di realtà nel momento in cui i fatti smentiscono le loro pretese. Ma quando si ha la convinzione di essere inferiori, neppure le prove più evidenti del contrario riescono a correggere l’immagine negativa del proprio io.
Fai molta attenzione a non cedere alla disistima. Probabilmente, sei meglio di quel che credi.
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venerdì, 24 febbraio 2012
VALUTARE SE STESSI
Vi propongo degli appuntamenti con delle “pillole di saggezza” formulate con i Peanuts da Abram J. Twerski in Su con la vita Charlie Brown!
INCOMINCIAMO DA NOI
"Vi siete mai chiesti perché, nonostante i numerosi tentativi di favorire il progresso dell’umanità nel corso dei secoli, l’uomo sembra aver fatto così pochi passi avanti? Tutti gli insegnamenti religiosi, tutte le grandi dottrine umanistiche, tutte le grandi filosofie non sono stati in grado di eliminare o almeno far diminuire i massacri, la brama di denaro e l’odio. Nessuno è stato capace di rendere il mondo un posto migliore in cui vivere. Mia madre diceva sempre: “il problema è che ognuno bada ai propri bisogni materiali, ma alle esigenze spirituali degli altri”. La gente è piena zeppa di cose che non vanno. Ma anche io sono “la gente”. Allora forse la cosa migliore è cominciare a correggere i miei errori.
Se ci provassimo davvero, ci renderemmo conto che l’autocorrezione è un lavoro a tempo pieno: non avremmo addirittura più tempo disponibile per cercare gli errori nelle altre persone. Dunque, l’unica maniera per rendere il mondo un posto migliore in cui vivere è indirizzare i nostri forzi nella direzione giusta: cioè, verso noi stesi."
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